Una data semplice da ricordare. Simbolo della vigilia di Natale, ma che storicamente rimmarà impressa nella memoria di chi l’ha vissuta. In questa occasione la consueta Santa Messa di Natale non si è potuta svolgere con l’orario consueto, ossia alla mezzanotte del 24 dicembre. Per disposizione di legge, a causa della pandemia da coronavirus in atto, la Chiesa ha spostato, e credo per la prima volta in tutta la sua storia, la messa di mezzanotte del 24 dicembre 2020. In particolare nella diocesi di Treviso i Vescovi hanno disposto la “terza forma” del rito della confessione con assoluzione comunitaria e generale. Questa necessità si adotta in circostanze molto gravi, quali ad esempio lo stato di guerra; è stata quindi disposta l’assoluzione plenaria dell’assemblea per tutti i fedeli parteciapanti alla Santa Messa. Il sacerdote ha infatti impartito l’assoluzione generale di tutti i peccati a tutti i partecipanti prima dell’inizio della Santa Messa, con l’impegno che ognuno dei fedeli, entro un anno, si confessi singolarmente con la modalità della confessione individuale.
La confessione
La diocesi di
Treviso ha infatti disposto in questa situazione una confessione singolare: “I
vescovi hanno espresso la loro preoccupazione circa l’effettiva possibilità per
molti fedeli – causa il protrarsi della pandemia – di accedere al sacramento
della confessione nella tradizionale forma “individuale”, per una serie di
oggettive difficoltà e anche per evitare altri contagi e mettere ad ulteriore
rischio la salute dei fedeli e dei ministri del Sacramento. Consultata la
Penitenzieria Apostolica in proposito, hanno quindi convenuto che tale
situazione di pandemia possa configurare quei casi di grave necessità previsti
dal Diritto Canonico e tali da portare, ad esclusivo giudizio del Vescovo
diocesano e secondo modalità da lui stabilite, a valorizzare e rendere
praticabile la cosiddetta “terza forma” del rito della confessione con
assoluzione comunitaria e generale, sia per gli adulti che per i bambini e i
ragazzi. Tutto ciò è nell’intento di valorizzare la dimensione cristiana del
Natale. Ciò potrà avvenire in un tempo ben determinato e limitato (dal 16
dicembre 2020 al 6 gennaio 2021), avendo cura di separare la celebrazione
penitenziale comunitaria dalla celebrazione dell’Eucaristia e accompagnando il
segno sacramentale con un’adeguata catechesi e opera di formazione che metta in
rilievo la straordinarietà della forma adottata per il sacramento, il dono del
perdono e della misericordia di Dio, il senso del peccato e l’esigenza di una
reale e continua conversione con l’invito a vivere – non appena sarà possibile
– il sacramento stesso nelle modalità e forme tradizionali e ordinarie
(confessione individuale)”.
Buon Natale a tutti
Per approfondire:
https://www.diocesitv.it/vescovi-del-nordest-natale-inedito-da-vivere-con-fede-speranza-e-prudenza/