Radio Caroline

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Fu un periodo d’oro, indubbiamente pionieristico ed onirico quello delle cosiddette radio clandestine. Veri e propri laboratori di dissenso culturale e fucine di idee innovative e dirompenti rispetto ai canoni tetragoni imposti dallo Stato.

Vivere di musica supportati dalla fama e dalla gloria dei milioni di fans che li ascoltavano in tutta la Gran Bretagna (e non solo) è il filo conduttore del bellissimo film I love Radio Rock ed è anche sicuramente il sogno di chi ama con tutta la propria anima la radio. Un sogno, quello di Radio Caroline, che ha ispirato questa storia.

 

Radio Caroline fu tra le più eclettiche e divenne la più famosa “radio pirata” britannica se non altro per la sua piattaforma di trasmissione: fu fondata da Ronan O’Rahilly e iniziò a trasmettere il 28 marzo 1964 da una nave al largo delle coste del Regno Unito, aggirando cosi il monopolio radiofonico della BBC per offrire musica pop e rock più giovane e libera rispetto alla programmazione ufficiale. La prima imbarcazione usata fu la MV Fredericia (ribattezzata MV Caroline) e l’annuncio inaugurale — “This is Radio Caroline on 199, your all day music station” — divenne celebre; il primo disco trasmesso fu “(I Can’t Get No) Satisfaction” dei Rolling Stones, simbolo del taglio musicale ribelle della stazione.

Il successo fu rapidissimo: in poche settimane l’emittente raggiunse milioni di ascoltatori e ispirò la nascita di molte altre stazioni clandestine; questo attirò l’attenzione del governo britannico che fu costretto ad emanare il Marine Broadcasting Offences Act nel 1967 per ostacolare il finanziamento e la collaborazione con le radio pirata, ma la legge non fermò subito Radio Caroline, che si spostò operativamente e continuò a trasmettere in vari periodi.

Voci notturne, un programma radio

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Uno dei miei sogni che coltivo fin dall’infazia è quello di creare una stazione radio personale e tutta mia. La massima soddisfazione all’epoca sarebbe stata quella di andare in diretta “on air” in frequenza, tutt’altro sapore rispetto ad oggi. Ma si sa che per trasmettere in FM, tra quadro normativo ed investimenti in infrastrutture e tecnologia, il sogno rimane appunto un sogno e resta chiuso nel cassetto. Così ho deciso di rivolgermi alla rete ed ho provato le diverse piattaforme di streaming come caster.fm, listem2myradio ed altre. Ma tutte impongono un certo limite per gli account gratuiti, ormai rarissimi. Vuoi per il limite di ascoltatori imposto, la mancanza di un autoDJ oppure per l’assenza di una chat live per interagire con i propri ascoltatori; in attesa di una soluzione defintiva, che potrebbe essere un programma live su Youtube o una webradio vera e propria a pagamento, ho pensato comunque di sfruttare caster.fm per il momento e lanciare la mia stazione radio su questa piattaforma. Potete accedere alla pagina qui.

Inviare messaggi senza wifi, rete cellulare ed internet? si può con Bitchat o meglio...

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Bitchat è un’app di messaggistica peer-to-peer decentralizzata sviluppata da Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter, annunciata nel luglio 2025. Funziona tramite reti mesh Bluetooth Low Energy (BLE) per comunicazioni offline, senza bisogno di internet, senza bisogno di un account e di una vostra mail e non passa per nessun server centrale, praticamente non ha padroni, l’unico proprietario siete voi ed il vostro smartphone.
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credit: https://kamyarshah.com/communication-mindful-and-effective-ways-to-keep-everyone-informed/

Le radio libere in Italia: a 50 anni dalla sentenza del 1976

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Le radio libere in Italia rappresentarono un fenomeno non solo culturale, rivoluzionario e sperimentale nato intorno agli anni ‘70 ma costituirono anche un panorama di voci libere ed indipendenti ed in controtendenza al tetragono monopolio dell’emittente di Stato; fino a prima della sentenza della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976 infatti queste radio erano considerate illegali poichè il monopolio statale delle emissioni radiofoniche spettava alla RAI.

File:Pirate cat radio (4733818713).jpg
credit: Pirate Cat Radio, da: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pirate_cat_radio_%284733818713%29.jpg

G4FON contest trainer v3

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Posto qui un mio video tutorial su come utilizzare G4FON Contest Trainer V3, un ottimo software (forse il mio preferito) per fare pratica durante un contest in CW, ce ne sono vari tra cui scegliere, da provare sicuramente per aumentare le nostre abilità in ricezione.

End-Fed Half Wave 7 bande per uso QRP portatile

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Tra le mie antenne preferite e che forse prediligo in assoluto, sia per la facilità di costruzione ed in parte per la resa sul campo, c’è sicuramente la End Fed Half Wave. Che altro non è che un dipolo alimentato all’estremità pari alla mezza lunghezza d’onda della fondamentale più bassa sulla quale andremo a lavorare.

Mi era stato girato il progetto di un altro collega, Stephan HB9EAJ, che aveva realizzato una sua versione di EndFed multibanda capace di lavorare dai 60 ai 10 metri utilizzando una semplice bobina di carica (commutabile con un pulsante) del valore circa 25uH. L’antenna era cosi in grado di lavore i 40-20-15-10 se la bobina non era inserita (sfruttando quindi la mezzonda dei 40 metri che risuona anche in 20-15-10 infatti) ed i 60-30-17 nel caso opposto.

Quando il CAT ti abbandona sul più bello

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Durante l’ultimo contest Bande Basse Italia 2026 purtroppo mi sono accorto che il mio software di loggin preferito, QARTest appunto, perdeva puntualmente la connessione con il CAT ogni 80 secondi spaccati. 

 



La radio era configurata perfettamente seguendo la guida di IK0XBX (la trovate sotto tra i link) infatti il BandMap di QARTest si connetteva e leggeva perfettamente il VFO del 7300 e la radio andava perfettamente in trasmissione (DTR) tramite la porta COM virtuale impostata, ma puntualmente al secondo 80 si disconnetteva, lasciandomi però la possibilità di trasmettere in CW utilizzando le macro, fondamentali durante un contest.

QOTA: oltre il POTA, SOTA e WWFF

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Ho spesso pensato che i programmi o diplomi come il POTA e SOTA, acronimi rispettivamente di Parks e Summit On The Air (per i non addetti ai lavori…) possono essere a volte limitativi dell’attività radio svolta in mobilità.

Questi due programmi, rispettivamente americano il POTA ed inglese il SOTA, prevedono appunto l’attivazione di referenze specifiche (parchi o cime referenziati) da parte di noi radioamatori, ma spesso possono essere lontane dal nostro QTH o presenti in poche unità, costringendoci così ad attivare sempre le stesse referenze o a programmare lunghi trasferimenti per attivare quella specifica referenza lontana.

Riciclare per il qrp

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Si sa, il QRP, oltre che acronimo di bassa potenza di emissione, è anche un pò una filosofia di vita e di fare radio con il minimo indispensabile per noi radiamatori. E’ per questo motivo che mi sono ispirato nell’autocostruzione di due trasformatori d’impedenza: un 49:1 sfruttando un vasetto di crema per le mani ed un 64:1 con una scatolina di plastica che conteneva delle “L” per appendere i quadri, il tutto per uso portatile QRP realiazzati con quelli che sarebbero stati dei rifiuti. Quindi oltre che evitare di sprecare troppi watt perchè non tentare di riciclare e dar nuova vita a qualcosa che altrimenti finirebbe in discarica?

End Fed Half Wave dedicata agli 80 metri con bobina di carico

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Dal momento che la banda degli 80 m è abbastanza impegnativa in termini di spazio ho voluto reinstallare nuovamente il progetto di Steve G0KYA della sua multiband EFHW multiband 80-10, realizzata con un radiatore di circa 20,5 metri seguito da una bobina di carico di 110uH e per finire un codino di altri 2-2,5 metri specifico per la banda degli 80.

Cwdec, pratica in telegrafia

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Ogni tanto si fanno delle scoperte molto interessanti senza girare troppo per la rete alla ricerca di programmi noti per la pratica di trasmissione in CW. E’ il caso appunto di CWdec by IV3FHH.

Ho scoperto infatti alla Fiera di Pordenone (che del radiamatore ormai ha ben poco o nulla, ma questo è un altro discorso…) il software CWdec del collega Massimo IV3FHH. Un software davvero essenziale, con un’interfaccia pulita e con pochi fronzoli, che Massimo utilizzava come dimostrazione in trasmissione per il tasto verticale per avvicinare ed incuriosire i neofiti a questo meraviglioso modo di trasmissione. L’unico tra l’atro che io uso in radio.

Al che ci ho fatto quattro chiacchere e gentilmente Massimo mi ha fornito il link per scaricare il software (del tutto gratuito) direttamente dalla sezione ARI di Pordenone, vi lascio il link sotto.

Beh, che dire, provatelo. L’interfaccia come dicevo è davvero molto pulita ed essenziale, come piace a me, con pochi fronzoli e focalizzata su ciò che conta davvero; ma quello che mi ha lasciato davvero di stucco è la latenza pressochè nulla dell’utilizzo sia del tasto verticale sia del paddle.

Il collegamento che ho usato lo vedete qui soto, si tratta di un’interfaccia db9/usb che ho collegato direttamente al paddle nel mio caso con i sueguenti collegamenti che vedete in foto:

Tra l’altro ho suggerito alcune modifiche e feature a Massimo che le accolte davvero molto volentieri e le implementarà in una futura release. Il software comprende già un ottimo manuale dettagliato che vi guiderà passo passo nel suo utilizzo. Non serve nemmeno installarlo, è un eseguibile. Avviatelo come amministratore e siete pronti a fare pratica di trasmissione.

Il software tra l’altro offre anche un’ottima sessione dedicata agli esercizi di ricezione completamente configurabili in base alle proprie esigenze ed abilità con 37 livelli fino a 30 wpm.

Che dire…non vi resta che scaricarlo e provarlo e ditemi nei commenti come vi siete trovati.

Buoni QSO a tutti,

72/73 de IU3QOA Riccardo

Link utili

CWdec by IV3FHH download

Collegamenti hardware per il tasto via USB/db9

End Fed Half Wave verticale per i 20 metri

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Ho voluto realizzare questa semplice antenna per capire la resa effettiva e se, come si dice nel web, effettivamente sia un'antenna performante per i DX.

Cominciamo subito con il dire che quest'antenna, rispetto al classico dipolo, o meglio al dipolo OCF che io uso in stazione fisa, dovrebbe garantire un basso angolo di radiazione, intorno ai 15/16° favorendo così uno skip abbastanza lungo ed ottimale per i collegamenti a grande distanza. Ovviamente propagazione permettendo.

Dal momento che ho sempre trovato svariati progetti in rete e nessuno che in realtà dicesse le cose come stanno per la sua realizzazione, ho voluto scrivere questo brevissimo articolo, corredato da supporto fotografico, del procedimento del mio progetto. Seguendo quindi un approcio passo passo andiamo a vedere i vari step che bisogna seguire.

End Fed Half Wave orizzontale per i 30 metri

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In questo articolo voglio condividere l’esperienza personale nella costruzione e utilizzo di una EndFed Half Wave (EFHW) per i 30 metri (10.100–10.140 MHz). Un’antenna semplice, efficace anche con spazio limitato, che offre ottimi risultati anche in QRP.

Disponevo di circa 15 metri di spazio lineare utile per il radiatore, con la possibilità di montarlo orizzontalmente al terreno a soli 2,5 metri da terra (vedi foto più avanti). Obiettivo: un’antenna risonante che non richiedesse accordatore, semplice da costruire, silenziosa in ricezione e performante in trasmissione.

Progetto dell’antenna

La scelta è ricaduta su una EFHW alimentata tramite un trasformatore 49:1 autocostruito in precedenza per un'altra EndFed verticale per i 20 metri. Questo trasformatore abbina i circa 2500 Ω del radiatore ai 50 Ω del coassiale, permettendo un buon adattamento.

Calcolo della lunghezza del filo

Ho preso come frequenza centrale i 10.110 MHz, corrispondente al cuore della banda CW. La formula usata è:

λ = 300 / f (MHz)
L (metri) = (λ × 0,475) × fattore di accorciamento (circa 0,95)

Risultato: circa 13,91 metri di filo. Ho inizialmente installato 14,2 metri, poi tagliato fino al raggiungimento della risonanza. Per facilitare la taratura, ho usato un morsetto a vite e un segmento di filo terminale: così posso accorciare senza tagliare e senza stressare meccanicamente il filo principale.

Contrappeso e choke

Per la corretta gestione delle correnti di modo comune, tra il trasformatore e il choke ho inserito 1,5 metri di cavo coassiale RG-58, pari a circa 0,05 lambda alla frequenza di 30 metri: questa lunghezza funge da contrappeso elettrico. Non uso infatti altri contrappesi pur avendo disponibile la presa di terra. Il choke è realizzato con 8 spire di RG-58 su toroide FT240-43, utile per bloccare le correnti di modo comune e proteggere la radio.

Installazione

L’antenna è montata in orizzontale rispetto al suolo, tesa a circa 2,5 metri da terra. Nonostante l’altezza ridotta, grazie alla risonanza e alla buona taratura si comporta sorprendentemente bene sia in ricezione che in trasmissione.

 

Comportamento in ricezione: silenziosa ma reattiva

L’antenna si è dimostrata molto silenziosa, con pochissimo rumore locale. Un fenomeno curioso osservato è quello delle aperture improvvise: stazioni che compaiono dal nulla con segnali forti, come se una finestra sulla propagazione si aprisse per pochi minuti.

Questo avviene soprattutto attorno all’alba e al tramonto, in concomitanza con la zona grigia, quando l’ionosfera cambia rapidamente le sue caratteristiche riflettenti. È un comportamento tipico della banda dei 30 metri, attiva giorno e notte, estate e inverno, anche in momenti di bassa attività solare.

Risultati reali in QRP

Con i classici 5 watt in CW, ho già effettuato alcuni QSO con dei buoni rapporti:

  • 539 da Rostov sul Don (Russia)

  • 589 dall'Inghilterra

  • 579 dalla Scozia

  • 599 dalla Grecia

Risultati reali in QRO

  • 559 Giappone (40 watt)

Un risultato più che soddisfacente per un’antenna realizzata in economia, montata bassa e con una potenza così contenuta.

Propagazione e orari consigliati (in base all'ora italiana)

I 30 metri sono noti per la loro stabilità e si comportano bene tutto l’anno. Ecco alcune finestre temporali favorevoli alla propagazione verso diverse regioni del mondo, convertite in ora italiana (invernale):

Destinazione UTC Ora italiana USA Est 04:00–08:00 05:00–09:00 USA Ovest 05:00–07:00 / 01:00–04:00 06:00–08:00 / 02:00–05:00 Giappone 04:00–08:00 05:00–09:00 Sud America 02:00–06:00 03:00–07:00

Attività oraria stimata sulla banda:

Conclusioni

Questa EFHW per i 30 metri è stata una bellissima sorpresa. In sintesi:

  • Semplice da costruire, anche con mezzi limitati

  • Non richiede accordatore

  • Funziona bene vista e considerata anche a bassa altezza dal suolo

  • Silenziosa e stabile in ricezione

  • Discreti risultati in QRP, anche a media distanza

Un progetto perfetto per chi ha poco spazio ma tanta voglia di operare in CW con un’antenna affidabile e discreta.Ottima da usare anche nei field-days.


Hai anche tu una EndFed per i 30 metri o stai pensando di realizzarla? Scrivimi nei commenti, sarò felice di condividere esperienze!

Come testare e misurare le perdite su un BalUn o su un RF Choke

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Era un pò di tempo che volevo scrivere un articolo su come testare e misurare i balun (siano essi BalUn o UnUn) ed i choke per radiofrequenza (RF) che mi autocostruisco per le mie antenne filari. In questo breve articolo vedremo passo passo come farlo utilizzando il nanoVNA per le misure di perdita in db.

Come procedere

Fondamentale innanzitutto è munirsi di tutti i connettori e fare i collegamenti che vedete nello schema disegnato qui sotto (sono bravissimo a disegnare vero?) o nella foto. Nel mio caso ho utilizzato un connettore SMA-BCN e BCN-Vite coassiale per creare l'apposito circuito per eseguire il test e le misuree poi dei semplici cavetti a coccodrillo.

Una lingua che non e voce

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Un medico radioamatore diceva: “comunicare in Morse è qualcosa di speciale. Quando mi metto le cuffie ed ascolto, ad occhi chiusi, sento di stare comunicando senza parlare e senza sentire alcuna voce, ed è piacevolissimo farlo dopo una intensa giornata passata a parlare ed ascoltare ogni genere di voci. Il messaggio sembra arrivare quasi sussurrato, e sembra quasi essere qualcosa di cui mi sto ricordando invece di ascoltarla. Non mi capita più di formulare un pensiero per poi tradurlo in suoni di codice che le mie dita trasmetteranno. Sembra quasi provenire da un angolo della mente diverso da quello del “parlato”. I pensieri sorgono così, da soli”.

Da L'arte, il talento e la tecnica dellla telegrafia, William G. Pierpont, N0HFF (S.K.)

CW keyer: metodo pratico ed economico per collegare un paddle al PC e fare pratica in CW

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Mi è venuta in mente un'idea: perche non fare pratica di trasmissione in CW sfruttando il PC? Certo si potrebbe fare interfacciando un keyer (fisico) con il PC ed HST2026 come spiego in questo video, ma se voleste utilizzare semplicemente il vostro tasto e un paio di software gratuitit?

In questo video vi mostro un semplice modo per collegare un tasto (può essere sia automatico, come un paddle, sia un verticale sia un bug) direttamente al nostro pc tramite un'interfaccia usb/db9. In questo modo potete utilizzare il tasto per fare prove di trasmissione in CW senza usare la radio e fare tutti gli errori che volete! Potrete così utilizzare il pc come un keyer molto pratico ed economico (ed anche abbastanza preciso) che vi consente di esercitarvi in trasmissione e fare così pratica senza essere "on air". 

I collegamenti hardare e la configurazione software sono molto semplici e sono spiegati semplicemente nel video qui sotto.

Link utili

Collegamenti hardware per il tasto via USB/db9 

Morse Keyer v5.2

CW Decoder Logic

Delta loop monobanda per i 20 metri

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Tempo fa avevo scritto un articolo molto dettagliato riaguardo alla realizzazione una delta loop monobanda per i 20 metri. Purtroppo l'articolo orginale è andato perduto dal passaggio tra un sito e l'altro ma voglio comunque ricondividere con voi l'esperienza autocostruttiva affinchè comunque possa tornare utile a chi volesse cimentarsi nella costruzione di una antenna molto economica, dall'ottima resa e molto silenziosa, dicitur.

Partiamo dal presupposto che l'antenna è un vero e proprio loop, ovvero un anello chiuso. In questo caso la definizione corretta è delta loop perchè daremo all'antenna una conformazione a forma di Δ con il vertice superiore issato sull'insostituibile palo da 10 metri della spiderbeam.

Dipolo "sbandato" per gli 80 metri

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Ascoltando l'ottimo podcast di Franco IK7XJA (lo trovate qui) mi sono imbattuto nella puntata dedicata alla banda degli 80 metri e mentre ero in macchina ascoltavo con piacere l'intervento di Saverio IK7IWF che raccontava appunto della sua autocostruzione di un dipolo dedicato per gli 80 metri. 

Ora la banda bassa delle HF in questione presenta delle caratteristiche peculiari soprattutto nella stagione autunno-inverno, periodo in cui questo spettro di frequenze (ben 300 KHz) si allunga e si possono effettuare anche dei collegamenti a lunga distanza (DX) con buone probabilità, propagazione permettendo.

Tutto molto bello direte voi, ma il problema degli 80 metri (lunghezza appunto dell'onda in questione) sono appunto, non tanto la banda, quanto le antenne per operare in buone condizioni. Il dipolo full-size presenta due bracci distinti di 20 metri e dovrebbe essere installato ad un'altezza di almeno 1/4 d'onda (quindi 20 metri) per essere efficiente. Situazione altamente proibitiva se non pressochè impossibile, pochi fortunati dispongono di un traliccio di 20 metri di altezza. Altra circostanza non meno importante è la caduta dei bracci (a V invertita) che comunque risulta molto impegnativa dovendo tirare i 20 metri per braccio per installarlo in condizioni standard. Insomma, ci vuole un sacco di spazio, almeno 20 in altezza e 40 in larghezza per le condizioni canonichea.

UVB-76, una tra le number station più famose, vecchi ricordi della guerra fredda?

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Un’emissione radiofonica di origine in parte ancora ignota che attrae i neofiti delle onde corte, un suono inquietante e ripetuto ininterrottamente che non si sa quale mistero possa mai celare.

Non si sa da quanti anni il segnale radio, reiterato e continuo, viaggi nell’etere. Già questo primo aspetto misetorioso rappresenta un forte motivo di attrazione per tutti i neofiti che si avvicinano all’ascolto delle onde corte. Alcuni dicono che la trasmissione abbia avuto origine agli inizi degli anni 70, precisamente nel 1973, in piena guerra fredda. Altri invece la fanno risalire a tempi più recenti. Fatto sta che questo segnale che ricorda un suono quasi metallico, ripetuto di continuo e con cadenza regolare, ha un che di inquietante ma allo stesso tempo affascinante.

Noi radiamatori in gergo la chiamiamo The Buzzer (il cicalino) ma il suo corretto callsign è UVB-76, o almeno dovrebbe esserlo. Fu in principio una stazione radio dell’Unione Sovietica e poi Russa ed anche la sua ubicazione geografica nel tempo cambiò. Potete trovare vastissima letteratura in rete. Perciò non starò certo a riscrivere quanto già reperibile online.

Radio Venezia Giulia, una storia quasi sconosciuta

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Quasi incredibile per certi versi perchè dimostra chiaramente che i confini tracciati dall’uomo altro non sono che un tratto di penna su una carta geografica.

Questa è una storia che ha quasi dell’incredibile, una storia pressochè sconosciuta. Nemmeno io, pur appassionato di storia delle seconda guerra mondiale e di radio, e pur abitando a pochi kilometri dal luogo oggetto di questa affascinante vicenda, ne avevo mai sentito lontanamente parlare. 

Sono passati pochi mesi dalla fine della guerra, è autunnno, per la precisione il 3 novembre 1945. Una data che a molti, praticamente tutti, non dice quasi niente se non fosse che quello è il primo giorno di emissioni di una radio pirata e clandestina, Radio Venezia Giulia. Un’emittente segretamente sovvezionata e sostenuta con i fondi del governo italiano, il cui scopo era quello di informare gli italiani rimasti e lasciati oltre confine, a Trieste ed in Istria e Dalmazia, sotto la Jugoslavia di Tito. E’ il primo esperimento di guerra fredda adriatica in onde medie.

Ma dove si svolge la storia?

Siamo al Lido di Venezia, quella lunga striscia di terra che fa da argine naturale tra il mare Adriatico e la laguna di Venezia. Per la precisione siamo a sud, agli Alberoni vicino alla bocca di Malamocco, a Forte Rocchetta o Batteria Rocchetta. Questo forte costruito dagli Austriaci a metà del XIX secolo era stato già da tempo destinato ad un uso militare della marina durante la seconda guerra mondiale. E fu proprio qui che venne segretamente installato secondariamente il trasmettitore di Radio Venezia Giulia (il primo trasmettitore venne installato sul tetto della chiesa di San Nicolò sempre al Lido) che diffondeva in onde medie sui 1380 kHz bollettini, informazioni e poi veri e propri programmi e rubriche con il preciso scopo di raggiungere le terre “al dilà del mare” Adriatico. Terre abitate anche da moltissimi italiani che diventarono poi esuli Istriani e Dalmati. La vicenda con il complicatissimo ed intricatissimo scenario storico, politco e militare è descritto nei dettagli nell’interessantissimo libro di Roberto Spazzali, Radio Venezia Giulia. Informazione, propaganda e intelligence nella
“guerra fredda” adriatica (1945-1954).

Nella foto qui sotto potete vedere a sinistra il lido di Venezia e a destra il particolare della punta degli Alberoni con la Batteria Rocchetta dove venne installato il trasmettitore di Radio Venezia Giulia.

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